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Ancora? Pt 2


di Membro VIP di Annunci69.it coppiaetrusca
01.05.2026    |    2.743    |    8 8.7
Il locale era pieno.

Bella gente. Bella musica.

Ordinammo da bere e ci sedemmo in giardino. La guardai: arrossì, abbassò lo sguardo. Poi iniziò.

—Sai che prima di te ho avuto solo tre uomini…

Fece una pausa.

—Il primo, il fidanzatino con cui ho scoperto il sesso… esperienza tragica. Poi altre due storie importanti. Il secondo… avevamo vent’anni. Mi aveva preso completamente.

Si fermò un attimo, come se stesse tornando indietro nel tempo.

—Era ancora vergine, pensa un po’. Però aveva un cazzo enorme… e io mi sentivo quasi la “maestra”, dall’alto della mia unica scopata. Anche se, a dire la verità, quelle dimensioni mi spaventavano un po’.

Accennai un sorriso. Lei continuò.

—Poi, senza spiegazioni, mi mollò da un giorno all’altro.

Abbassò lo sguardo.

—E lì arrivò il terzo. Una storia lunga cinque anni. Un amico d’infanzia… mi fu vicino dopo la rottura. Era dolce, affettuoso. Pensavo di essermi innamorata.

Fece girare il bicchiere tra le dita.

—Dopo il primo anno, però… tutto si è spento. Anche scopare era diventato un’abitudine. Un appuntamento fisso. Come guardare la puntata settimanale di una serie.

Si strinse nelle spalle.

—Non per sminuirlo, anzi. È stato importante. Anche perché grazie a lui ho scoperto l’anal… e ho capito che mi faceva impazzire.

Alzò lo sguardo verso di me, quasi a cercare una reazione.

Poi andò avanti.

—Un giorno una mia amica, vedendomi così, mi trascinò fuori. Era tanto che non uscivo… vivevo quella storia come qualcosa di dovuto. Ero rassegnata.

Sospirò.

—Accettai. E mi ritrovai in un locale molto rinomato. C’era anche un gruppo di dipendenti di un’azienda, per un evento.

Fece una pausa.

—A un certo punto sentii qualcuno chiamarmi.

Si fermò.

—Era lui.

Capì subito a chi si riferiva.

—Il mio grande rimpianto. Quello che mi aveva fatto innamorare… e poi mollata.

Il tono le cambiò leggermente.

—Lo salutai con freddezza. Ma dentro… stavo morendo.

Accennò un sorriso.

—Lui invece era felicissimo di vedermi. Ci mettemmo a chiacchierare. Le solite cose, i soliti complimenti… poi mi chiese il numero.

Scrollò le spalle.

—Ci rimasi male. Era sempre quello. Ma disse che non ce l’aveva più… e che gli avrebbe fatto piacere rivedermi, con calma.

Lo disse piano.

—Doveva tornare dai colleghi.

Un altro sorso.

—Quanto era figo… aveva sempre quell’aura. Sorridente, simpatico, alla mano. Gentile.

Mi guardò.

—Glielo diedi.

Abbassò gli occhi.

—Quell’incontro mi turbò parecchio. Tornai a casa cercando di non pensarci. Tanto… figurati se mi richiamava.

Fece un mezzo sorriso.

—Al locale avevo visto almeno due o tre donne che gli giravano attorno.

Si fermò un attimo.

—Passò qualche giorno. Poi mi arrivò un messaggio.

Alzò lo sguardo verso di me.

—Era lui.

Silenzio.

—Mi chiedeva se mi andava di vederci per un drink.

Inspirò lentamente.

—All’inizio dissi di no. Sapeva che ero impegnata.

Fece una pausa.

—Ma insistette. Propose un altro giorno.

Sorrise appena.

—E ovviamente accettai.

Si appoggiò allo schienale.

—Il giorno dell’incontro ero agitata. Come una ragazzina al primo appuntamento. Le gambe mi tremavano… mi sentivo fuori posto.

Mi guardò negli occhi.

—Venne a prendermi. Mi accolse con un sorriso… mi abbracciò… e mi baciò sulla guancia. A un millimetro dalla bocca.

Il tono si fece più basso.

—Mi fece salire in macchina. Andammo a cena.

Un piccolo sorriso.

—Fu una serata bella. Leggera. Parlammo di tutto… di quello che avevamo fatto negli anni, dei nostri progetti.

Si fermò.

—Poi mi riaccompagnò a casa.

Silenzio.

—Mi guardò. Non disse niente.

Deglutì.

—Mi strinse… e mi baciò.

Pausa.

—E sentii il suo cazzo duro contro la coscia.

Un attimo sospeso.

—Scappai quasi.

Abbassò lo sguardo.

—Tornai in camera… ma ero troppo eccitata.

Respirò piano.

—Mi masturbai… pensando a quel momento.

Alzò di nuovo gli occhi.

—Mi sentivo in colpa. Stavo tradendo il mio ragazzo.

Un mezzo sorriso.

—Ma ero troppo attratta.

Pausa.

—E soprattutto… non mi aveva mai spiegato perché mi aveva mollata.
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